Puntare a poker: la puntata nel poker non è solo qualcosa che succede in tutti i round di puntata, ma è soprattutto un’abilità fondamentale per diventare un giocatore di poker vincente. Puntando non solo vi mettete nella posizione di poter vincere una mano al momento di mostrare le carte, ma potete anche portare l’avversario a foldare. Questa strategia vi offre un’altra strada per vincere dei piatti e per aumentare il vostro stack!

La puntata è un argomento molto pieno di sfaccettature. E questo articolo punta a rappresentare una guida rapida, toccando in maniera breve molti degli aspetti da considerare quando si parla delle puntate.

LE REGOLE: COME SI PUNTA
La puntata nel poker è una qualsiasi delle azioni che un giocatore può fare in un round di puntata: il check, la puntata vera e propria, la chiamata e il raise. Il fold, ovviamente, è anch’esso un’opzione, ma non viene considerato una “puntata”.

Le regole di puntata nel poker sono indicate nei seguenti punti:
1. aspettare il proprio turno. Esiste un approccio ben preciso in ogni round di puntata di una partita di poker. L’azione prima del flop comincia dal giocatore a sinistra della big blind o di chi ha fatto straddle. Dopo il flop, l’azione inizia o dalla small blind o dal primo giocatore che è ancora nella mano e che è a sinistra della small blind. Il gioco in ogni round procede uno alla volta in senso orario, fino a che tutti quanti hanno avuto il proprio turno e fino a che tutti quanti i giocatori rimasti hanno fatto check o hanno puntato la stessa cifra.

2. puntare in maniera corretta. Se nel poker online è facile fare una puntata, basta spingere un bottone, nelle partite dal vivo ci sono da considerare e da seguire un galateo e delle regole per le puntate. Bisogna dichiarare a voce la propria puntata, oppure mettere tutte le fiches della puntata avanti con un movimento fluido, per evitare situazioni di angle shooting oppure di confusione riguardo cosa state cercando di fare (per saperne di più sull’angle shooting, di che si tratta e se è eticamente valido oppure no, date un’occhiata a questo articolo).

3. movimento in avanti/oltre la linea. Aggiungendo un’altra cosa al punto precedente, alcune stanze hanno regole diverse riguardo cos’è considerabile una “puntata” a livello formale. A volte c’è un cerchio disegnato sul tappeto verde e le fiches devono superarlo per essere considerate una puntata. Altre volte (ed è una situazione molto più comune) l’azione di muovere le fiches in avanti verso il centro del tavolo fa sì che quelle fiches vengano considerate in gioco per quel round. Assicuratevi di sapere quale regole sono utilizzate quando state giocando.

4. non tankare in maniera non necessaria. Non metteteci più del tempo davvero necessario quando prendete una decisione nel poker, soprattutto se sapete già qual è la decisione che volete prendere. Il termine “Hollywooding” indica quei giocatori che ci mettono tantissimo tempo per decidere di foldare (anche se sapevano benissimo che avrebbero foldato). Si tratta di un comportamento che rallenta il gioco e che impatta anche sulle vostre vincite per ogni ora, considerando che diminuisce il numero di mani che potete giocare ogni 60 minuti. Inoltre, gli altri giocatori non lo apprezzano per niente.

STRATEGIA: QUANDO SI PUNTA NEL POKER
Ci sono tre motivi principali per puntare nel poker:

1. puntata per valore o value bet: quando l’obiettivo è farsi chiamare da una mano più debole.
2. semi-bluff: la situazione in cui (con in mano un progetto) potete vincere la mano subito, facendo foldare l’avversario, oppure al momento di mostrare le carte se riuscite a migliorare la forza della vostra mano.
3. bluff: il caso in cui puntate con una mano debole e cercate di fare in modo che un avversario con una mano migliore decida di foldare.

Riguardo le puntate per valore, di solito dovreste puntare se pensate che verrete chiamati da una mano peggiore nel 50% dei casi o di più, questa cifra può anche essere aumentata a circa il 60% per le puntate dei tornei di Holdem.

Per quanto riguarda i bluff, il numero di mani in cui li effettuate sarà legato al numero di combinazioni per valore che avrete nel corso della partita e dovete pensare a quali dimensioni di puntate volete includere.

Al river, le mani migliori per bluffare saranno mani che:
・ hanno poco (o nessun) valore al momento di mostrare le carte.
・ mani che hanno dei buoni blocker (come per esempio mani in cui avete l’asso dello stesso seme delle tre carte per il colore a tavola, il che significa che l’avversario non potrà avere il colore al nut).

Inoltre, per assicurarvi che “la vostra storia abbia un senso quando decidete di bluffare, dovete anche considerare l’avversario (o gli avversari), perchè questa è una variabile che ha un effetto molto ampio sulle vostre tendenze a bluffare e sulla frequenza con cui lo fate.

A livello di gioco exploitativo, se scegliete di bluffare o no dipenderà dalle mani che pensate che gli avversari abbiano e dalla probabilità con cui loro decideranno di foldare di fronte a una vostra puntata.

Per questo motivo non non ha senso bluffare contro avversari che chiameranno molto spesso con qualsiasi mano che sia anche una coppia. Per un articolo più esaustivo sui bluff, date un’occhiata alla mia guida definitiva al bluff nel poker.

PUNTARE AL FLOP, TURN, RIVER: 4 MANI
I giocatori possono usare questa tabella che spiega le mani di partenza per stabilire con quali mani giocare nel preflop e da quale posizione. Ma quali strategie di puntata bisogna usare invece dopo flop? Come si scelgono le mani con cui puntare?

La risposta semplice sta nel dividere le diverse mani nel vostro range in quattro categorie:
1. Mani forti.
2. Mani di forza media.
3. Semi-bluff.
4. Immondizia.

Una volta fatto ciò, puntate con le mani forti e con i semi-bluff (quindi con le categorie 1 e 3) e fate check con mani di forza media e con mani pessime (categorie 2 e 4).

Ci saranno sempre eccezioni a questa regola (come per esempio fare slowplay con mani molto forte su un board dry che dominate, oppure mani con cui vorrete fare check-raise invece di puntare subito).

Ma questo sistema semplificato è un ottimo strumento che vi può aiutare ad avere una certa chiarezza riguardo il vostro piano di gioco dopo il flop.

QUANTO PUNTARE NEL POKER
La puntata migliore nel poker è quella che massimizza il vostro expected value (EV). In questa sezione indichiamo una serie di aspetti diversi da considerare quando si analizza la puntata nel poker in termini di dimensioni.

PUNTARE PER VALORE
Se state puntando per estrarre valore, è il caso di scegliere una cifra che vi porti la maggior quantità di denaro possibile a lungo termine. Ma questo non significa che dovete sempre utilizzare la dimensione di puntata più alta.

Immaginate di avere il nuts e di fare una value bet di 50 euro, pensando che l’avversario chiamerà nel 50% dei casi. Qui potete dire che di media la vostra puntata vi frutterà 0,5×50=+25 euro estratti dal vostro avversario.

Immaginate invece di fare una puntata di 150 euro, che pensate che il vostro avversario chiamerà solo nel 10% dei casi. 10%x150=+15 euro di media. Quindi, anche se avete usato una dimensione di puntata maggiore, non avrete gli stessi profitti medi che invece otterreste con la puntata di dimensioni minori.

Quindi in generale ricordatevi che quando puntate per ottenere valore conviene puntare una cifra che vi porti il maggior profitto medio.

Nota: Ricordatevi anche di tenere conto del vostro intero range (e non solo della vostra specifica mano di quel momento) quando decidete le dimensioni di puntata giuste da utilizzare, in modo da massimizzare il vostro EV.

BLUFF
Il concetto generale del bluff nel poker è che si punta a bluffare puntando la cifra minima possibile in grado di far foldare l’avversario. Per esempio, se una puntata di 20 euro farà foldare l’avversario nell’80% dei casi e una puntata di 100 euro fa foldare l’avversario sempre nell’80% dei casi, allora usare la dimensione di puntata maggiore sarebbe solo cercare di buttare via dei soldi, in particolare quegli 80 euro in più! Ovviamente, dovreste scegliere l’opzione di bluffare con 20 euro.

Chiaramente quanto è un principio generico e aumentando la dimensione di puntata potete includere più bluff nel vostro range e (almeno in teoria) dovreste riuscire a far foldare l’avversario con una parte maggiore del suo range. Comunque, la maggior parte dei giocatori folda una mano che considera debole (come per esempio un progetto non concluso di colore o di scala) allo stesso modo sia davanti a una puntata piccola che davanti a una puntata maggiore.

Quindi, potete sempre prendervi il tempo di scegliere la giusta dimensione di puntata per provare a influenzare il risultato. Ma ricordatevi anche che dovreste provare a bluffare con la cifra minima di denaro necessaria per ottenere il fold da parte dell’avversario.

DIMENSIONE DELLE PUNTATE
Le dimensioni delle puntate vengono sempre scelte in relazione al numero di big blind già nel piatto. Anche se in questa guida esaustiva potrete trovare molte più informazioni riguardo l’argomento delle dimensioni di puntata nel poker, ecco alcuni concetti generali per le dimensioni di puntata che dovreste seguire:

・ Puntata piccole contro puntate grandi: le puntate grandi di solito suggeriscono un range molto polarizzato, il che significa o che avete una mano fortissima o che state bluffando. Puntate piccole di solito indicano un range che viene indicato con il termine merged, il che significa che avete un range più largo di mani con cui puntare per valore tra cui scegliere, con meno bluff inclusi in questo range. Quindi, per decidere quale dimensione di puntata utilizzare, considerate sempre il range intero con cui volete puntare, invece che solo le carte che avete in mano in quel momento.

・ Come le dimensioni di puntata manipolano i range degli avversari mano dopo mano. Le dimensioni di puntata hanno un effetto sui range che voi e i vostri avversari dovreste avere. Usare dimensioni di puntata alte dovrebbe aiutare a rendere il range di chiamata del vostro avversario abbastanza ristretto. Al contrario, puntate piccole di solito vengono chiamate con un range di mani più ampio. (Alcuni giocatori non sono elastici riguardo il range di chiamata a seconda delle diverse dimensioni di puntata e dovreste cercare di punirli a seconda delle loro tendenze). In queste situazioni classiche potete a volte manipolare le azioni e i range degli avversari da una street all’altra grazie alle dimensioni di puntata che scegliete di usare per ottenere il risultato che volete, che sia un fold o una chiamata.

・ Bluffare e puntare per valore al river: una volta che sapete con quali mani forti volete puntare per valore, è l’ora di scegliere la dimensione di puntata giusta e di inserire nel vostro range una parte di bluff. Questa strategia renderà le vostre puntate bilanciate e impossibili da exploitare. In generale, più la puntata è alta più bluff potete inserire nel range, meno puntate, meno bluff dovreste inserire.

LE TENDENZE DEGLI AVVERSARI
Le tendenze dei vostri avversari dovrebbero avere un’influenza su QUALSIASI parte del modo in cui giocate a poker, non solo sull’aspetto dei bluff citato prima. Quando non siete al tavolo potete studiare diversi elementi del poker per scoprire come si fanno le cose secondo la GTO (Game Theory Optimal). Ma ricordate che il gioco del poker non si fa contro i computer, ma contro delle persone!

E anche se è giusto conoscere la strategia che sta dietro il vostro modo di giocare, è fondamentale capire come deviare da questa base per sfruttare le tendenze degli avversari e per tener conto del cosiddetto “elemento umano” del gioco. Il che significa massimizzare il vostro EV adattando la vostra strategia a seconda degli errori in quella degli avversari.

Contro avversari forti, dovreste seguire di più la strategia di gioco GTO. Contro avversari deboli, diventa più semplice sviluppare delle tattiche di contrattacco:
・ non bluffate contro giocatori che chiamano con un range più ampio di quello che dovrebbero usare.

・ contro questo tipo di giocatori (le calling station) fate anche value bet con un range più ampio.

・ contro le c.d. calling station utilizzate value bet di dimensioni maggiori, visto che il loro range non è elastico, il che significa che non importa quale dimensione di puntata usate, loro chiameranno comunque con quella mano).

・ fate cbet contro giocatori che al flop giocano solo se hanno una buona mano.

・ fare spesso delle 3bet contro i fish nel preflop e provate a isolarli per giocare solo contro di loro dopo il flop.

・ utilizzate la vostra capacità di leggere le mani degli avversari per cercare di dedurre le carte che potrebbero avere, per poi scegliere la giusta dimensione di puntata che vi aiuterà a ottenere il risultato che volete ottenere (ovvero chiamate da mani peggiori e flop da mani migliori).

PUNTARE A POKER – FAQS
In questa sezione daremo un’occhiata a tre domande che vengono fatte molto di frequente riguardo le puntate nel poker.

Q: Cos’è una straddle bet nel poker?
A: Uno straddle è in pratica un’altra blind che viene aggiunta in una partita di poker. A farla più comunemente è il giocatore “Under The Gun” (il giocatore alla sinistra della big blind), ma a volte i casinò permettono ai giocatori di fare straddle da qualsiasi posizione. Questo format permette al gioco prima del flop di cominciare dal giocatore alla sinistra di chi ha fatto straddle, mentre quello dopo il flop continua come al solito.

Bisogna anche notare che visto che la persona che fa straddle in pratica sta mettendo un’altra blind prima del flop, chi fa straddle sarà l’ultimo ad agire nel round di puntata (chi fa straddle può agire dopo il giocatore che è in big blind). Questo fatto rende uno straddle differente da un raise della dimensione di una blind.

Di solito la dimensione di uno straddle è del doppio della big blind, ma ci sono sempre delle eccezioni. In partite dal vivo 1/2, per esempio, non è raro vedere imposti degli straddle da 5 euro invece che da 4.

Può anche esserci un doppio straddling, ovvero una seconda straddle quando il giocatore a sinistra del giocatore UTG mette sul tavolo una blind che è il doppio dello straddle originale. Questi straddle aggiuntivi (triplo, quadruplo, etc) possono arrivare fino al giocatore al bottone, volendo.

Nella maggior parte dei casi, gli straddle sono del tutto facoltativi. Anche se aiutano a portare azione in una partita, aumentando la dimensione del piatto e in pratica dimezzando gli stack di tutti, gli straddle di solito una mossa che a lungo termine ha un EV negativo.

Q: Quanto spesso deve funzionare una puntata nel poker?
A: Questa domanda in pratica chiede quanto spesso l’avversario deve foldare affinchè una vostra puntata (in questo caso un bluff) sia automaticamente fonte di profitto a lungo termine. La risposta dipende dalla dimensione di puntata utilizzata relativamente alla dimensione del piatto (e anche, a livello exploitativo, dalla probabilità che date al fatto che l’avversario chiamerà).

Quindi, se usate una puntata delle dimensioni del piatto, per esempio, avrete bisogno che l’avversario foldi più del 50% delle volte per fare automaticamente un profitto! Per una puntata di metà piatto, avrete bisogno che l’avversario foldi solo nel 25% dei casi.

Q: Quali sono i minimi di puntata e di raise nel poker?
A: La dimensione minima di una puntata in una partita di No-Limit Texas Hold’em dipende dalle dimensioni della big blind. Un giocatore per entrare in un piatto deve perlomeno chiamare (o comunque raggiungere) la dimensione della big blind. Per ogni successivo round di puntata, la cifra minima che si deve puntare, se lo si vuole fare, è una big blind.

La dimensione minima di un raise nel poker è uguale ad almeno il doppio della puntata iniziale. L’unica eccezione è quando un giocatore va all-in. Per esempio, se il Giocatore A punta 25 euro, il Giocatore B deve fare raise a 50 euro. Ma se il giocatore B ha solo 40 euro nel suo stack, può andare all-in.

Se c’è già un raise in gioco, ogni raise successivo deve essere almeno il doppio rispetto all’incremento del raise precedente. Per esempio, poniamo che il giocatore A punti 25 euro. Il giocatore B fa raise a 75 euro. Visto che la differenza tra il raise del giocatore B e il raise del giocatore A è di 50 euro, la cifra minima per un re-raise sarà di 125 euro (50 euro di più di 75).

In alcune varianti di giochi di poker, i limiti per la puntata e per il raise variano da una street all’altra (come nelle partite con formato limit) e vengono messi in chiaro dal titolo/nome del gioco che si fa.

RECAP: PUNTARE IN MODO AGGRESSIVO
Volendo concludere questo articolo, puntare significa avere un approccio aggressivo al vostro modo di giocare a poker, che vi aiuterà ad aggiungere una nuova dimensione al vostro gioco. Ricordatevi che potete vincere sia ottenendo la mano migliore che facendo foldare gli avversari.

Puntate sempre una cifra che mette gli avversari in difficoltà e diventerete un avversario temuto al tavolo da gioco. Gli altri giocatori si chiederanno sempre se avete la mano buona oppure no, un qualcosa che vi rende un avversario difficile da combattere.

Detto questo, non c’è bisogno di esagerare con le puntate, perchè altrimenti diventa facile buttare alle ortiche un intero stack. Ma sviluppare uno stile di gioco aggressivo vi aiuterà sicuramente nel percorso per diventare un giocatore di poker vincente.

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